Addio! VECCHIE CASCINE… ADDIO!!!

Vi sono delle storie e delle vicende della vita raramente scritte, ma che fanno parte del nostro vissuto: sono quelle accadute fra la gente semplice, che viveva la vita quotidiana senza grandi aspirazioni, come i contadini che seguivano pacatamente il consueto alternarsi delle stagioni.

I periodi di grande operosità erano quelli della semina e del raccolto nei campi, in primavera ed in estate, mentre la stagione autunno-inverno necessitava di un lavoro meno impegnativo.

In questo periodo la necessità di risparmiare era molto forte, per cui per economizzare sulla legna da riscaldamento ed anche per stare insieme le famiglie si riunivano dopo cena, che era in uso consumare fra le 17,30 e le 18,00.

vecchie cascineSi ritrovavano in un angolo delle stalle a loro riservato, ben tenuto e ordinato. I vetri delle finestre in genere erano rotti, in estate servivano ad arieggiare l’ambiente ma in inverno le donne vi incollavano grandi fogli di carta oleata, che i bergamini usavano per confezionare i panetti di burro. Nella stalla il riscaldamento era garantito dalla presenza delle mucche da latte. In questo contesto le famiglie trascorrevano qualche ora in lieta compagnia, prima di andare a coricarsi nelle gelide camere da letto.

L’ambiente era illuminato da una o più languide fiammelle di lampade ad olio, che permettevano alle donne di non oziare, lavorando a maglia, al cucito, al ricamo, mentre gli uomini si davano da fare aggiustando qualche attrezzo agricolo, o costruendo zoccoli e zoccoloni di legno a mo’ di scarponi, con la suola chiodata.

(continua a pag. 1 di essere utl mag 2016)