ALZANO LOMBARDO E CLUSONE
I TESORI ARCHITETTONICI DELLA VAL SERIANA
Programma giovedì 29 ottobre 2026
Prenotazioni dal 12 Ottobre prossimo
ore 7.50 - Ritrovo alla MM di Gorgonzola
ore 8.00 - partenza in Pullman
ore 9.30 - incontro con la guida ad Alzano – visita Museo S.Martino e Sagrestia
- al termine trasferimento a Gandino
ore 13.00 - pranzo libero o su prenotazione €. 15 da pagare con l’iscrizione -
- (MENU’ 2 PRIMI: RISOTTO ALLA BERGAMASCA E CAMISOCC – DOLCE – ACQUA VINO E CAFFE’)
ore 14.45/15.00 - Clusone Museo Arte Sacra e Basilica S. Maria Assunta
ore 17.00 - partenza per il rientro a Gorgonzola
Minimo 40 persone – Massimo 50 persone
Costo €. 40 (+ €. 15 per il pranzo) solo gli Iscritti UTL
Comprensivi di ingresso, guida, pullman e assicurazione
Per eventuali comunicazioni, rivolgersi a:
Marisa 335 6704151
MariaTeresa 338 4255158
MariaChiara 338 5320660
AnnaMaria 349 8603701

CLUSONE - Orologio Fanzago
ALZANO LOMBARDO
Collocata lungo la sponda destra del Serio, la città si sviluppa dai 294 metri s.l.m. del fondo valle, ai 1229 m del monte Filaressa. Percorri le vie dell’elegante centro storico per ammirare la Basilica di San Martino, capolavoro barocco di Gerolamo Quadrio, e le annesse tre sagrestie, arricchite da straordinari arredi, intarsi e stucchi, capolavori nati dal genio dei Fantoni e dei Caniana. Proprio lì accanto si trova il Museo d’Arte Sacra che presenta, tra gli altri, dipinti di Tintoretto, Palma il Vecchio e Palma il Giovane. Continuando nella passeggiata, raggiungi il nobile Palazzo Pelliccioli, sede comunale del XVIII secolo con belle volte decorate e, infine sosta nella gotica Chiesa di San Pietro Martire , edificio del XV sec presso la più antica contrada alzanese. Ricordati di cercare l’Artigiano del Pane di Trionfini
La Basilica con le tre Sagrestie e il Museo d’Arte Sacra S. Martino
presentano interessanti opere del Tintoretto, Cavagna, Cappella, Palma il Vecchio e Palma il Giovane, Piazzetta, Cignaroli, Diotti, Appiani, Camuccini, il Piccio, Dell’Era, Zucco e sculture di Fantoni e intarsi di Caniana
PALMA IL VECCHIO
(Serina, 1480 – Venezia, 1528) Mentre dal tutto il mondo stanno arrivando a Bergamo le sue opere, quello che è probabilmente il suo capolavoro, da centinaia di anni è già ad Alzano Lombardo.
CURIOSITÀ
Diversamente da quel che si potrebbe pensare, leggendo l’appellativo “il Vecchio”, Iacopo Negretti detto Palma il Vecchio (Serina, 1480 – Venezia, 1528), è morto relativamente giovane a soli 48 anni. Mentre il suo pronipote, avente il suo stesso nome: Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (Venezia, 1544 – 14 ottobre 1628), paradossalmente è morto in età avanzata a 84 anni. Infatti i due appellativi: “Vecchio” e “Giovane”, sono stati dati successivamente, per distinguere i due pittori, il “Vecchio” vissuto prima del “Giovane”.
La particolare collocazione all’interno del museo, ci fa scoprire solo all’ultimo momento la grande opera (grande sia per il valore, sia per le dimensioni), che quasi ci avvolge e stordisce con la sua vivacità di colori tramandata fino a noi grazie ad un sapiente restauro, fa rimanere a bocca aperta l’esperto d’arte, come il profano.
Analoghe esperienze si possono vivere con i marmi del Pulpito e per ogni particolare delle 3 sagrestie. Dove i contrasti tra gli stucchi dalle tenui tinte a pastello, i decisi colori dei legni degli intarsi e delle sculture, si fondono in una armoniosa visone d’insieme che ci immerge a 360 gradi in una atmosfera immutata da secoli.
GANDINO
in modo decisivo alla ricchezza del borgo. Numerose sono le testimonianze dell’impianto medievale, con palazzi e chiese del XV-XVII secolo. Una passeggiata nel centro storico è l’occasione per ammirare un susseguirsi di palazzi, chiese e torri, tra cui spiccano il quattrocentesco Palazzo del Vicario (oggi palazzo comunale), in piazza Vittorio Veneto, con la sua tradizionale struttura porticata dei broletti lombardi, e il palazzo del Salone della Valle. Numerose sono anche le dimore delle antiche famiglie laniere che dal XV al XVIII secolo resero Gandino celebre in tutta Europa.
Poco distante si innalza la Basilica barocca di Santa Maria Assunta, uno dei maggiori monumenti della provincia di Bergamo. La scenografica facciata preannuncia il fasto delle decorazioni interne e degli arredi che fanno della Basilica un vero e proprio scrigno di arte sacra.
La chiesa di San Mauro annessa al Convento delle Orsoline conserva una preziosa reliquia: il saio di San padre Pio da Pietrelcina, giunto a Gandino negli anni ’40.
Le tele, i paramenti sacri, i pizzi, gli ori e gli argenti che costituiscono il corredo della Basilica, sono custoditi nel vicino Museo di Arte Sacra, che nel suo genere è tra i più importanti al mondo. Due particolari sezioni del Museo sono dedicate all’Arte tessile e ai Presepi.

CLUSONE
Il tempo scandito dall'affascinante Orologio Astronomico Fanzago, le orme di grandi artisti e del loro genio, la scoperta di importanti palazzi e ville: la Città di Clusone.
La nostra visita alla Città di Clusone seguirà un tempo scandito dall’affascinante Orologio Astronomico Fanzago, ripercorrerà le orme di grandi artisti che qui hanno lasciato il logo genio e ci accompagnerà alla scoperta di importanti palazzi e ville testimoni di curiose ed emozionanti storie.
Bandiera Arancione del Touring Club Italiano è uno dei Borghi più Belli d’Italia, Clusone è da sempre uno dei più importanti centri culturali dell’alta Val Seriana. Qui hanno soggiornato personaggi illustri, come Giuseppe Verdi, che spesso frequentava il moderno salotto della Contessa Maffei, dove si racconta abbia musicato l’Attila, durante serene e tranquille le vacanze estive sull’altopiano.
Passeggiando per le vie di Clusone, troviamo tantissime testimonianze del passaggio di grandi artisti. Entriamo nella Chiesa della Maria Vergine del Paradiso, per ammirare l’imponente restauro che nel 2016 ha regalato, ai suoi fedeli e agli amanti dell’arte, un magnifico ciclo di affreschi, riscoperto nella Cappella dell’Addolorata.
Da qui ripartiamo e percorriamo tutto il centro storico animato da numerosi negozi e bar. Ci lasciamo affascinare da palazzi arricchiti da affreschi che narrano il suo periodo di maggiore splendore artistico, culturale e commerciale, sotto la dominazione della Serenissima e arriviamo in Piazza dell’Orologio, dove ci concediamo una pausa e un caffè, mentre il caratteristico Orologio Astronomico Fanzago ci ricorda il movimento dell’universo intorno a noi. Facciamo ancora pochi passi per raggiungere la splendida Basilica di Clusone. L’imponente scalinata che ci accoglie è solo una delle meraviglie che tra poco scopriremo. All’interno si apre una struttura monumentale a una sola navata arricchita da otto altari e dominata dal bellissimo Altare Maggiore di Andrea Fantoni. Splendida la pala dell’Assunta di Sebastiano Ricci, oltre a pregevoli quadri del Carpinoni, del Vicentino, e del Querena.
Usciamo dalla Basilica ed è già il momento per contemplare il fascino delle opere pittoriche sulla facciata dell’Oratorio dei Disciplini: i cosiddetti affreschi della Morte e Giudizio, che raggruppano i tre temi iconografici medievali del Trionfo, della Danza Macabra e dell’incontro o contrasto tra vivi e morti.
Scendiamo ora lungo un’antica scalinata che ci conduce al secentesco Palazzo Marinoni Barca, con le sue severe arcate che sostengono i due piani oggi residenza del MAT, Museo Arte Tempo. In mostra, tra le gallerie e i soffitti affrescati del palazzo, una ricca collezione di opere, tra dipinti, disegni, sculture e sbalzi di artisti clusonesi e non, tra i quali Querena, Trussardi Volpi e Nani, Giovan Paolo Cavagna e Palma il Giovane.
Per proseguire, dai le spalle alla chiesa, torna per un tratto sui tuoi passi e raggiungi la piccola Piazza Pietro Antonio Uccelli. Continuando dritto tenendo la destra, per imboccare via Carrara Spinelli. Dopo 140 metri raggiungerai altri due importanti monumenti: il Museo Arte Tempo e Palazzo Carrara Spinelli. Il primo, ospitato negli ambienti del seicentesco Palazzo Marinoni Barca, esporre opere di artisti prevalentemente clusonesi, donate dalle famiglie Sant’Andrea, Querena, Trussardi Volpi e Nani. Fra le opere di maggior pregio, non perderti le tele del bergamasco Giovan Paolo Cavagna e di Palma il Giovane (dalla collezione Suardo) e le due sculture di Giacomo Manzù, vissuto a Clusone durante il periodo della guerra.
Nel giardino adiacente, il Parco Nastro Azzurro, si ergono tre sequoie secolari inserite nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia. Il luogo perfetto per una pausa in relax!
Di fronte sorge Palazzo Carrara Spinelli, a lungo di proprietà dell’omonima famiglia, divenuto nell’Ottocento un salotto culturale grazie alla contessa Clara Carrara Maffei, che ospitò personaggi illustri come il compositore Giuseppe Verdi e il letterato politico Carlo Tenca.
Per continuare l’itinerario, imbocca il passaggio a sinistra del museo e percorri la leggera salita fino a Piazza Marinoni. In fondo, all’incrocio, continua dritto per raggiungere Piazza dell’Orologio. Questo è il cuore della città – e una passeggiata a Clusone non può non far tappa all’Orologio Fanzago!
Incastonato in una torre poderosa, l’Orologio è un capolavoro di ingegno e ingegneria rinascimentale. La sua unica lancetta indica non soltanto l’ora, ma anche il giorno, il mese, il segno zodiacale e la fase lunare di un preciso momento, e questo con gli stessi pezzi che aveva alla sua inaugurazione, avvenuta nel 1583. Da allora, ogni giorno viene caricato a mano. L’autore di questo capolavoro è Pietro Fanzago, esponente di una famiglia di fonditori, architetti e ingegneri attivi a Clusone dal 1360. La presenza di questa costruzione così complessa e costosa testimonia l’importanza della città ai tempi della dominazione veneziana, periodo caratterizzato da una grande ricchezza di traffici commerciali tra l’Italia e il nord Europa, per i quali Clusone era ottimamente collocata.
La torre che custodisce l’Orologio è parte dell’Edificio Comunale, la cui costruzione si fa risalire addirittura all’anno Mille. Architettonicamente severo nelle forme, è alleggerito dalla presenza di sei arcate in pietra e dagli affreschi che ne decorano l’intera parete sud, pitture che narrano importanti vicende della storia del borgo e del territorio circostante. Una curiosità? Il gattopardo rampante in scudo rosso che compare in varie zone è l’arma della comunità della Valle Seriana Superiore. Nella corte interna, accessibile percorrendo il porticato dalla torre dell’Orologio sino in fondo e girando a sinistra, potrai scoprire altre testimonianze piene di fascino, come il portale scolpito, l’ariosa loggia che lo sovrasta e ciò che rimane di altri splendidi affreschi.
Ti attende ora un’altra tappa speciale: uscendo dal palazzo comunale su Piazza Sant’Andrea, gira a sinistra su via Ruggero Viti e dopo circa 50 metri si staglierà davanti a te una magnifica scalinata curvilinea. È il più bello dei tre accessi monumentali alla Basilica di Santa Maria Assunta, che svetta sul centro abitato con le sue forme maestose fin dal XVII sec.
In cima alla scalinata, ti troverai sotto al magnifico loggiato che fiancheggia la chiesa, costruito nel 1984 su progetto di Virginio Muzio. All’interno della basilica sono conservati affreschi di Bernardo Brignoli (navata e abside), tele di Antonio Cifrondi raffiguranti il Giudizio Universale, l‘Incoronazione della Vergine, Angeli musicanti e Gesù nel Getsemani solo per citarne alcune, la Madonna del Rosario (1730) di Andrea Fantoni e una Via Crucis novecentesca firmata dallo scultore Cesare Zonca. Il campanile è situato a nord-est della chiesa ed è alto più di 66 metri.
L’ampio spazio del sagrato, rialzato e decorato da una balaustra con quattro statue di Evangelisti, dà accesso a un altro capolavoro clusonese: l’Oratorio dei Disciplini. Perfetta dimostrazione del fermento culturale e artistico del medioevo seriano, l’edificio vide posare la sua prima pietra nel Trecento, periodo di cui sopravvive la sola porta d’ingresso ad arco. L’aspetto odierno risale largamente al Quattrocento, quando la confraternita dei Disciplini (che qui aveva sede) lo ampliò e dedicò a san Bernardino da Siena. All’esterno potrai ammirare il Trionfo della morte e la Danza Macabra del clusonese Giacomo Borlone de Buschis, che all’interno dipinse la Vita di Gesù con la Crocifissione. Sempre all’interno, sulla volta del presbiterio otto edicole esagonali sono affrescate con i Profeti.
