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I Macchiaoli

06-04-2026

Programma - martedì 21 maggio 2026

La Mostra a Palazzo Reale - Milano

Prenotazioni dal 27 aprile 2026 

ore 9.10 - Ritrovo alla MM di Gorgonzola - partenza con la metro delle ore 9.20 circa.
ore 10.20 ritrovo davanti a Palazzo Reale
ore 10.30 inizio della visita guidata

Minimo 15 persone – Massimo 24 persone
Costo €.  20 solo gli Iscritti  UTL
Comprensivi di ingressi e guida

Per eventuali comunicazioni, rivolgersi a:
Marisa 335 6704151
MariaTeresa 338 4255158 
MariaChiara 338 5320660 
AnnaMaria 349 8603701

Silvestro Lega

Silvestro Lega

 

Oltre 100 opere, provenienti dai maggiori musei italiani, ricostruiscono l’avventura di artisti come Fattori, Lega e Signorini, che combatterono con pennelli e colori una battaglia estetica e civile, intrecciata alle vicende del Risorgimento. Un’esposizione che è frutto degli ultimi studi sui Macchiaioli da parte dei tre esperti italiani più autorevoli del movimento. Il progetto espositivo è infatti ideato e curato da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca e rappresenta un momento di recupero, riflessione e valorizzazione di un frammento fondamentale di storia dell’arte che ha costruito le comuni radici culturali del nostro Paese, attraverso una nuova e più approfondita lettura della loro esperienza.

Macchiaioli sono stati un gruppo di artisti attivi principalmente in Toscana nella seconda metà dell'800. Questo periodo durò dal 1855 al 1867.
Quello dei Macchiaioli è stato il movimento artistico italiano più impegnato e costruttivo dell’Ottocento.
Formatosi a Firenze a partire dal 1855, nasce come reazione all’inerzia formale delle Accademie tenendosi anche in rapporto con i fermenti ideologici del Risorgimento nazionale.
Il movimento macchiaiolo afferma che "la teoria della macchia’’ fa sì che la visione delle forme sia creata dalla luce attraverso macchie di colore, distinte, accostate e sovrapposte ad altre.
Consapevole di questa affermazione e svincolato da formalismi accademici, l’artista è così libero di rendere con immediatezza verista ciò che il suo occhio percepisce nel presente. Teorici e critici dei Macchiaioli furono Diego Martelli ed Adriano Cecioni che dettarono le regole basilari dello "stile".  Essi infatti si ritrovavano nel Caffè Michelangiolo a Firenze, dove discutevano e riflettevano su tutte le tematiche artistiche. 

Gli esponenti di questa corrente pittorica furono:
Giuseppe Abbati  -  Francesco Saverio Altamura  -  Cristiano Banti  -  
Odoardo Borrani  -  Stefano Bruzzi  -  Ferdinando Buonamici
Vincenzo Cabianca  -  Niccolò Cannicci  -  Adriano Cecioni
Giovanni Costa  -  Vito D'Ancona  -  Serafino De Tivoli  -  Giovanni Fattori
Silvestro Lega  -  Telemaco Signorini  -  Raffaello Sernesi
Prima del loro trasferimento a Parigi ebbero anche un proprio esordio macchiaiolo 
Giovanni Boldini e Federico Zandomeneghi.

Vi sono poi stati altri pittori che, sebbene la critica non li annoveri in questo movimento pittorico, sono stati però profondamente condizionati da questa corrente, tanto che le loro opere ne sono vividamente influenzate. Tra questi vale la pena di ricordare Luigi Bertelli, il figlio Flavio Bertelli e Antonino Sartini.  
La teoria della macchia precede cronologicamente le enunciazioni teoriche degli impressionisti francesi e, per alcuni aspetti, vi si avvicina.
Il termine Macchiaioli fu utilizzato dalla Gazzetta del Popolo per la prima volta nel 1862 in occasione di un'esposizione fiorentina. In realtà l'espressione fu coniata dal giornalista in senso denigratorio, ma i pittori oggetto della definizione decisero da allora in poi di adottare tale termine come identificativo del loro gruppo.