IL FOPPONINO E LA CHIESA DI SAN FRANCESCO
Programma - giovedì 19 novembre 2026
MILANO – Via Paolo Giovio 41
Prenotazioni dal 2 novembre 2026
ore 8.20 Ritrovo alla MM di Gorgonzola - partenza con la MM2 delle ore 8.30 –
si scende a Sant’Agostino poi camminata per 10 minuti circa
ore 10.00 incontro davanti alla chiesa e inizio visita guidata con Valentino Scrima.
ore 11.10 fine della visita guidata.
Minimo 15 persone – Massimo 30 persone
Costo € 10 solo gli Iscritti UTL
Comprensivi di guida e audioguide.
Per eventuali comunicazioni, rivolgersi a:
Ada 335 5241277
AnnaMaria 349 8603701
Marisa 335 6704151
MariaTeresa 338 4255158
MariaChiara 338 5320660

SAN FRANCESCO AL FOPPONINO
Con il popolare appellativo di “Fopponino di Porta Vercellina” si suole ancora oggi indicare sia l’antico sito cimiteriale situato extra moenia, cioè al di fuori delle mura spagnole di Milano nel quartiere di Porta Vercellina, sia la chiesa che sorge nella stessa area, dedicata ai santi Giovanni Battista e Carlo Borromeo, come è segnalato dalle due statue che ornano il portale del sagrato che si affaccia su piazza Aquileia: Giovanni Battista sul pilastro di sinistra e Carlo Borromeo su quello di destra. Fopponino è il diminutivo del termine milanese “foppa”, (dall’italiano fossa o buca e per estensione sepoltura) infatti la sepoltura dei defunti, fino alla fine del ‘700 avveniva in fosse comuni che, in base alle dimensioni, venivano popolarmente definite “fopponini”, “foppe” o “fopponi”.
La chiesa è disposta sull’asse nord-ovest/sud-est. Il portale d’accesso alla chiesa è caratterizzato da una cornice interna e da basette in pietra tipo granito rosa di Baveno. A lato del portale vi sono due mezze colonne addossate al muro, che incorniciano l’ingresso perimetrale; sono realizzate in pietra arenaria, ornate con motivi funebri e sormontate da una cornice in aggetto sulla quale si trova un ovale contenente una scultura che raffigura san Carlo che parla agli appestati. L’ovale infine è sormontato da una finestra contornata da una bella cornice barocca. La prima data attendibile della fondazione è il 1663: in quell’anno infatti la primitiva costruzione, di modeste dimensioni, forse poco più grande di una cappella, doveva essere già terminata ed addirittura funzionante.
Nel 1673 la chiesa poteva considerarsi compiuta in ogni sua parte poiché, oltre all’altare maggiore, risultavano completate anche le due cappelle laterali, quella di sinistra, dedicata alla “Beata Vergine” e quella di destra, dedicata al “Santissimo Crocifisso”. Risultò finito anche il piccolo campanile a pianta rettangolare, dotato di due campane, e la nuova sacrestia;
Nel 1722 l’altare maggiore fu spostato in avanti ed in quell’occasione il presbiterio venne delimitato mediante la realizzazione di una balaustra lapidea munita di cancelletto in ferro;
Nel 1736 venne eretto l’altare nella cappella della Beata Vergine, che era stata costituita 60 anni prima.
Sono queste le ultime notizie che riguardano il Fopponino inteso come chiesa e costruzioni accessorie. Nel 1895, con la soppressione del cimitero, ha inizio un periodo di lenta ma inarrestabile decadenza.
La Parrocchia di S. Francesco d'Assisi al Fopponino viene istituita per decreto arcivescovile l'8 settembre 1958, scorporando il suo territorio principalmente dalla Parrocchia di S. Pietro in Sala e, in parte minore, dalle Parrocchie di S. Maria del Rosario e di S. Vittore al Corpo.
Inizialmente nacque con il titolo di SS. Giovanni Battista e Carlo al Fopponino, titolo già della piccola chiesa seicentesca che sorge sul luogo dell'antico cimitero di Porta Vercellina, istituito in conseguenza della peste che colpì Milano nel 1630. Qui sorse una cappella che già nel 1673 raggiunse le forme attuali. Anche il cimitero annesso andò ampliandosi progressivamente fino a raggiungere dimensioni considerevoli. Fu solo nel 1895, con l'apertura dei due grandi cimiteri cittadini (il Monumentale e il Maggiore), il cimitero di Porta Vercellina venne definitivamente soppresso con gli altri che ancora esistevano alle porte della città. Proprio da qui deriva il nome Fopponino che caratterizza anche la zona: Fopponino, in milanese, sta infatti per "piccolo cimitero".
L'antica chiesa era però insufficiente a rispondere alle esigenze di una nuova parrocchia, sia per le ridotte dimensioni, sia per la carenza di strutture idonee. Sorse quindi immediatamente l'esigenza di costruire una nuova chiesa capace di soddisfare le necessità della nuova comunità parrocchiale. Nella Missione Cittadina del 1957 L'unione Commercianti di Milano sottopose al cardinal Montini la proposta di erigere una chiesa come tempio votivo dell'Unione e che fosse anche chiesa parrocchiale. Si scelse il Fopponino. Una forte partecipazione dei parrocchiani, che si protrasse per molti anni, e un cospicuo contributo dell'Unione Commercianti permisero di raccogliere i fondi necessari per realizzare la nuova chiesa.
Le vicende progettuali e costruttive impegnarono diversi anni, vedendo il concorso di grandi nomi dell'architettura milanese. Accantonati i progetti di Giovanni Muzio, all'inizio del 1961 si diede corso al progetto di Gio Ponti, architetto di fama internazionale che, tra l'altro, era residente in parrocchia. I lavori si conclusero nel 1964 e, a maggio, la nuova chiesa venne solennemente dedicata a S. Francesco d'Assisi, patrono dei commercianti, titolo che ben presto venne assegnato anche alla parrocchia, sostituendo il primo di SS. Giovanni Battista e Carlo al Fopponino.
Il progetto di Gio Ponti iniziò a prendere forma concreta il 4 maggio del 1961 quando, con una solenne cerimonia, alla presenza del cardinal Montini, delle autorità , dei preti della parrocchia e di numerosa folla, venne posta la prima pietra della nuova chiesa. Un particolare curioso, che forse non tutti conoscono, accompagnò la cerimonia. Il Sindaco di Assisi, presente di persona, portò in dono una pietra del monte Subasio, sul quale sorge Assisi, perchè fosse interrata insieme alla prima pietra: un gesto simbolico che vuole allacciare un legame ideale e spirituale con la città del santo.
La nuova chiesa venne aperta al culto il 26 maggio del 1963, ancora con il cantiere in funzione. A nome del Vescovo il Parroco don Italo Pagani benedisse la nova costruzione che, finalmente, poteva accogliere la comunità parrocchiale almeno per la Messa festiva. Un anno dopo, il 10 maggio 1964, a lavori definitivamente conclusi, il cardinal Colombo celebrò solennemente la Dedicazione della nuova chiesa.
Il progetto di Gio Ponti era caratterizzato da uno stile estremamente sobrio "francescano", appunto dove l'assenza quasi totale di elementi decorativi avrebbe messo in risalto l'essenzialità delle forme e lo slancio verso l'alto della struttura. Quest'idea però venne successivamente in parte abbandonata: le nuove norme liturgiche del Concilio Vaticano II e l'esigenza di riempire degli spazi che sembravano semplicemente vuoti spinse ad apportare alcune variazioni al progetto originale. Accanto alle modifiche conseguenti alla Riforma Liturgica, negli anni successivi vennero collocate in chiesa diverse opere d'arte di notevole valore.
